Franco Borella
03/03/36 - 14/06/19.
Ancora fra noi.
Non si può descrivere l’autore senza esprimere la completezza dell’uomo che fu.
Veneziano autentico, nato nella casa che fu di Tintoretto, non poté far a meno di legarsi in modo inscindibile alla sua città natale, di cui ha subito l’antico fascino e a cui è stato richiamato fino al suo ultimo giorno. A Venezia conquistò le sue prime soddisfazioni, arrivando a laurearsi a Cà Foscari pur essendo già impiegato in un istituto di credito prestigioso nonché marito e padre.
La passione per la ricerca storica lo portarono a intraprendere con l’intera famiglia gite alquanto particolari alla ricerca di tracce di antiche battaglie o di testimonianze dell’antico medioevo, oggetto prediletto dei suoi studi.
Non analizzò solo il passato storico delle epoche che lo affascinavano, ma seppe analizzare con grande lucidità e concretezza gli eventi attuali e leggere in chiave diversa il cambiamento della società che lo circondava.
Seguì sempre i propri ideali con fermezza e convinzione e cercò di trasmettere il valore della sapienza e della cultura alle persone che gli erano sinceramente vicine. Non respinse mai il fascino del progresso e con curiosità e studio si avvicinò alla tecnologia e scienza dell’epoca moderna, non rifiutando mai il valore dell’innovazione.
Espresse però il suo massimo sapere nella figura di Padre ma soprattutto in quella di Nonno e nonostante il lavoro impegnativo delle sue opere, trovava sempre il tempo da dedicare ai sui amati nipoti condividendo momenti di gioco e di studio divertenti. Soprattutto il saper donare e condividere, fece di lui un grande uomo prima che un autore.
Franco se n'è andato già da un anno. Il tempo non basterà a nascondere quanto ci manca... questo è un alito di vento di quella tempesta di storia, cultura e filosofia che lui era...
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